I love making out


Lo so che è perchè non uso Olio Cuore

Dopo una giornata che potrei ottimisticamente definire AGGHIACCIANTE, cercare di andare alla macchina, con un mal di testa pulsante, carica di cartoni pesantissimi che mi fanno tremare le braccia e mi ostruiscono la visuale e inciampare in un muretto non visto per i cartoni di cui sopra, volando successivamente lunga distesa nel parcheggio e evitando per un pelo di essere investita da un’orribile, orribile multipla, sbucciandomi un ginocchio e dando una facciata, non poteva che essere la degna degnissima conclusione.

 

Non ho mai pregato così tanto di ascendere al cielo* e sparire dal circondario.

*essere ingoiata dalla terra non lo chiedo più. Ultimamente i luoghi chiusi mi dan l’ansia.


La fatina smemorina

M’aiutasse a farmi il nuovo vestitino blogghereccio, dico io… E invece no.

 

Già mi si presenta sotto spoglie quanto meno inusuali, io me l’aspettavo paffuta e col capello canuto, sì, proprio lei, la cicciona di Cenerentola, che dovrebbe toglierti dagli inghippi con il suo magico sbacchettare e il suo sorriso burroso, e invece…

E invece mi arriva un quarantenne brizzolato, con un tenerissimo accento paperinesco, che sa solo ripetere “Dio quanto mi fa innervosire questo e dio quanto non sopporto quello”, (è ovviamente una fatina che viene da Milano), che al posto della bacchetta ha un piccì, che non può nulla contro le forze del male dei proprietari del negozio a cui dobbiamo rimettere a posto lo scaffale e che si bea del fatto che non deve più tornare ad aiutarmi, lasciandomi peraltro in braghe di tela.

 

Però smemorina era smemorina… quello sì.

 

FM: fatina smemorina

 

T: la topilla medesima

 

nel retrobottega:

 

FM: 1,2,3,4…..28, 29 e 30! 30 colli.

 

T: ok

 

dopo 5 minuti

 

FM:quanti erano i colli?

 

T:30

 

dopo 2 minuti

 

FM: i colli, dicevamo…

 

T: 30

 

dopo 45 secondi netti

 

FM: …24 colli…

 

T: No, 30…

 

FM: Ah, occhei…sai, non ho memoria…

 

T: -.-’

 

FM: ma siamo nel 2007 o nel 2008?

 

T: nel 2007

 

FM: Ah, ecco, mi sembrava… Io nemmeno mi ricordo quanti anni ho, ogni volta devo contare. Sai, ho poca memoria…

 

T: -.-”

 

al parcheggio sotterraneo:

 

FM: ricorda bene dov’è la macchina perchè io la perdo sempre. Se non c’è mia moglie, di solito resto nei parcheggi finchè non si svuotano…Sai, non ho memoria…

 

T: -.-”’

 

in macchina:

 

FM: 5 minuti fa mi ha telefonato la capo area, mi sono scritto quello che ha detto di dirti… Adesso non me lo ricordo, sai ho poca memoria… aspetta, aspetta, magari se mi concentro mi ricordo… no, niente. Sai, ho poca memoria.

 

T: -.-””

 

in macchina, al ritorno:

 

FM: guarda, devo anche scrivermi l’indirizzo di casa, se no non me lo ricordo…

 

E mi mostra un foglietto su cui si è appuntato l’indirizzo di casa…

 

-.-”"”"”"”"”"”"”"”"”"”

 


Per colpa tua ho il cuore dell’atleta

Vi è mai capitato di ripetere così tanto una parola, che ha iniziato a perdere di significato?

 

Quando la pensi e la ripensi, e ti ritrovi a fare questo avanti e indietro continuo, che la separa dall’immagine che rappresenta e restano solo le lettere, a sbattere tra loro prive di qualsiasi sostanza. E allora ti trovi lì, con questi gusci vuoti a chiederti perchè mai si sia deciso di chiamare bicchiere il bicchiere, che bicchiere con il bicchiere non c’entra niente. Ma che vuol dire bicchiere?

 

E a me è successa la stessa cosa con un’espressione, PER SEMPRE. L’ho ripetuta tante e tante volte, ci ho creduto, ci ho sperato, e infine mi ci sono abituata. Scontata come il ti amo di routine. Ed è finita.

 

Adesso ho paura a dire per sempre, perchè quando sono lì lì per dirlo, mi viene in mente che anche l’altra volta l’avevo detto, e ci credevo DAVVERO, e poi è finita.E io non voglio che finisca,non STAVOLTA.

 

E alla fine noi non ci conosciamo bene, e magari davvero abbiamo bruciato le tappe. E forse ti stancherai di me. Come faccio a dirti per sempre? Come faccio, che tu me lo dici e io ho una paura tremenda che poi perda significato e scivoli via nella routine, e invece il balzo nel petto che mi provochi quando sento ripetertelo vorrei provarlo per tutta la vita?

 

E però c’è quella canzone, che ogni volta che la sento mi ricordo di come ero nervosa quella sera, e di come l’ho cantata (una canzone così smielosa, stupida, commerciale e da sfigati) a squarciagola, per non pensare al fatto che ogni volta che mi guardavi sentivo una scarica elettrica lungo la schiena e io stavo venendo da te, e l’unica cosa che speravo era che mi baciassi. E tu lo hai fatto, all’improvviso. Mentre ordinavo al bancone, e mi sono voltata verso di te per vedere che prendevi. E il barman ha riso. E io so che sono rimasta a bocca aperta, come un salame.

 

Che se non mi prendevi per mano per portarmi a sedere, io a quest’ora ero ancora lì, con la bocca probabilmente piena di mosche. E ora quella canzone non mi sembra più smielosa, stupida, commerciale e da sfigati. Mi sembra dolce, e mi da i brividi. E mi fa pensare a te. Quando ci sono gli altri la canticchio sottovoce, quando sono da sola la canto a squarciagola.

 

Che io per sempre lo voglio come poco altro al mondo. Praticamente solo come voglio te. Quindi te lo dico. Anche se ho una paura fottuta.


Alla ricerca del template perduto

Non so, a me questo grigio mi ammoscia. Sento che potrei lasciarmi andare a voli pindarici molto poetici, o a proustiani susseguirsi di interminabili subordinate, se solo ci fosse un po’ di colore. Un pochino, eh… mica tanto, solo un pochino.


Ciao mondo mi sembra una partenza triste

Come dire, mi fa tanto Sandra Mondaini che fa Sbirulino, e se devo essere sincera, Sbirulino mi ha sempre terrorizzata. E se a voi non vi terrorizza, beh, tra voi e la realtà siete riusciti ad interporre un filtro così potente che, diamine, si supera di gran lunga l’effetto “percezioni alterate da sostanze stupefacenti”. Bravi! Avete il mio placet.

 

Ma il primo post è come il discorso del Best Man ai matrimoni anglosassoni? Grandi discorsi e foglietti bianchi che volano dappertutto, e battute salaci provate da giorni, e che cavolo perchè non sta ridendo nessuno? Io, in effetti, non mi sono preparata un gran chè… Sono più vicina alla studentessa impenitente che viene interrogata a sorpresa… Come dite? Io sapevo che avrei aperto un blog e potevo buttare giù qualcosa?

 

Prendetemi così, sono molto casereccia e flusso di coscienza.

 

A vostro rischio e pericolo.

 

Cheers!