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Quella seguente è una lista di tutte le voci dal topilla innamorata categoria.
Falling awake
Che quanto è grande questa cosa l’ho capito davvero solo stanotte. Con la tachicardia per il terrore di aver detto qualcosa di irreparabile, con la rabbia di non poter fare nulla e il dolore di sapere di avere ferito la persona che più amo al mondo. La cosa che più mi ha sconvolto è che nemmeno io pensavo di provare così tanto. La portata di questo sentimento mi sconvolge, che io non mi sono mai sentita così disperata per nessuno. E disperata mi ci sono sentita, sono una virtuosa della disperazione, io.
Questa sensazione di occhi spalancati nel buio, l’insonnia feroce che ti fa stare sveglia e la mente che corre, e quando puntualmente arriva al PENSIERO PIU’ BRUTTO, il cuore che romba nelle orecchie e va talmente veloce che me lo sento fino in gola e quasi non respiro. Contemporaneamente, con un movimento meccanico, le palpebre sbattono e le lacrime cadono. L’unico rumore nella stanza è quel battito accelerato, accelerato al punto da far male.
Una menzione va, tra i mille pensieri strazianti, o vagamente speranzosi, a quelli buffi e razionali. Del tipo “Non berrò più caffè” “forse devo vedere un cardiologo” “ragazza infarta nel letto e nessuno se ne accorge. Trovata avvinghiata a un panda dell’ikea umidiccio” (Paco Lanciano Camino Rabanne, giusto per precisare). A volte mi chiedo se tutto ciò è frutto dell’ironia che mi caratterizza, che in momenti di acidume vira pericolosamente in cinismo, o se succede a tutti ed è un meccanismo di autodifesa del cervello, farti fare questi pensieri razionali e allo stesso tempo assolutamente surreali, quando la situazione è da piangere e a te scappa da ridere, per evitare che il dolore ti faccia tracollare su te stesso.
“Nessuno è solo finchè di notte, anche lontano ha chi non dorme per pensare a lui”
Lui non è solo per niente.
Per colpa tua ho il cuore dell’atleta
Vi è mai capitato di ripetere così tanto una parola, che ha iniziato a perdere di significato?
Quando la pensi e la ripensi, e ti ritrovi a fare questo avanti e indietro continuo, che la separa dall’immagine che rappresenta e restano solo le lettere, a sbattere tra loro prive di qualsiasi sostanza. E allora ti trovi lì, con questi gusci vuoti a chiederti perchè mai si sia deciso di chiamare bicchiere il bicchiere, che bicchiere con il bicchiere non c’entra niente. Ma che vuol dire bicchiere?
E a me è successa la stessa cosa con un’espressione, PER SEMPRE. L’ho ripetuta tante e tante volte, ci ho creduto, ci ho sperato, e infine mi ci sono abituata. Scontata come il ti amo di routine. Ed è finita.
Adesso ho paura a dire per sempre, perchè quando sono lì lì per dirlo, mi viene in mente che anche l’altra volta l’avevo detto, e ci credevo DAVVERO, e poi è finita.E io non voglio che finisca,non STAVOLTA.
E alla fine noi non ci conosciamo bene, e magari davvero abbiamo bruciato le tappe. E forse ti stancherai di me. Come faccio a dirti per sempre? Come faccio, che tu me lo dici e io ho una paura tremenda che poi perda significato e scivoli via nella routine, e invece il balzo nel petto che mi provochi quando sento ripetertelo vorrei provarlo per tutta la vita?
E però c’è quella canzone, che ogni volta che la sento mi ricordo di come ero nervosa quella sera, e di come l’ho cantata (una canzone così smielosa, stupida, commerciale e da sfigati) a squarciagola, per non pensare al fatto che ogni volta che mi guardavi sentivo una scarica elettrica lungo la schiena e io stavo venendo da te, e l’unica cosa che speravo era che mi baciassi. E tu lo hai fatto, all’improvviso. Mentre ordinavo al bancone, e mi sono voltata verso di te per vedere che prendevi. E il barman ha riso. E io so che sono rimasta a bocca aperta, come un salame.
Che se non mi prendevi per mano per portarmi a sedere, io a quest’ora ero ancora lì, con la bocca probabilmente piena di mosche. E ora quella canzone non mi sembra più smielosa, stupida, commerciale e da sfigati. Mi sembra dolce, e mi da i brividi. E mi fa pensare a te. Quando ci sono gli altri la canticchio sottovoce, quando sono da sola la canto a squarciagola.
Che io per sempre lo voglio come poco altro al mondo. Praticamente solo come voglio te. Quindi te lo dico. Anche se ho una paura fottuta.